Gli ambienti di Palazzo Besso

Salotto cinese_pannello_A

Salotto Cinese

Non di grandi dimensioni, ma preziosissima, è la “Sala dei Lumaconi” come viene definita nelle carte dell’Archivio Strozzi, poi Salotto Cinese per i pannelli dipinti su grandi telai che rivestono quasi completamente le pareti, di ispirazione orientale con fiori e animali, soprattutto uccelli su fondo d’oro. Da ammirare è anche il soffitto ligneo a cassettoni dipinto con motivi marini, quali conchiglie e coralli dalle infinite forme, colori intensi e assemblaggi svariati, ed ispirato alla famosa collezione di Naturalia di Leone Strozzi. Il fregio su tela, con paesaggi marini e scene di manovre navali al centro, e agli angoli, coppie di tritoni e nereidi con putti, come il soffitto, dovrebbe risalire alla fine del 1600 ed è attribuito a Giacinto Calandrucci e alla sua scuola, anche se è stato certamente restaurato nell’Ottocento, quando fu riadattato alle nuove dimensioni della stanza.

Nel paesaggio seicentesco vi sono spesso le rappresentazioni di porti e vedute marine, in cui sono inserite architetture in bilico tra vedute reali e di fantasia. In questo caso la presenza dello stemma Strozzi su uno degli edifici, potrebbe essere un omaggio alla famiglia committente.

Nella sala  vi sono infine preziosissimi arredi in legno intagliato di manifattura thailandese, doni della famiglia reale del Siam a Salvatore Besso, figlio di Marco Besso che aveva assistito a Bangkok nel 1911 all’incoronazione di Maha Vajiravudh, Rama VI, come corrispondente del giornale romano “La Tribuna”.

Salotto cinese_pannello_B
Salotto cinese.png
Salotto cinese_panoramica.jpg

“Sala dei Lumaconi” come viene nominata nelle carte dell’Archivio Strozzi, poi Salotto Cinese per i pannelli dipinti su grandi telai che rivestono quasi completamente le pareti

Salotto Cinese ventaglio

"Chi distingue il pianto trattenuto nascosto dal ventaglio in autunno? Nel cielo la luna luminosa aspetta l’imperatore."
Testo scritto in ideogrammi cinesi, è una 
citazione  incompleta, forse a memoria, di due versi di una poesia del poeta cinese Wang Changling (698-765) della dinastia Tang Wang. 

alcuni dettagli dei pannelli alle pareti

Nel paesaggio seicentesco vi sono spesso le rappresentazioni di porti, vedute marine con atmosfere o scene di naufragio, in cui sono inserite architetture in bilico tra vedute reali e di fantasia

Nella sala vi sono infine preziosissimi arredi in legno intagliato di manifattura thailandese, doni della famiglia reale del Siam a Salvatore Besso, figlio di Marco Besso che aveva assistito a Bangkok nel 1911 all’incoronazione di Maha Vajiravudh, Rama VI, come corrispondente del giornale romano “La Tribuna”.

MARCO BESSO

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
  • Instagram

Largo di Torre Argentina, 11 00186 - ROMA

Fondazione Marco Besso